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Perché è importante parlare di educazione finanziaria

di Francesca Colombo, Manager di Excellence Education

“Io ritengo che il livello di scolarizzazione di un Paese e quello delle conoscenze finanziarie dovrebbero entrare nelle statistiche nazionali come il Prodotto interno lordo. Oggigiorno non basta più guardare all’andamento del Pil o dell’export, è necessario guardare anche alla capacità e alla formazione delle persone”.

Così si è espressa Annamaria Lusardi, economista italiana che da sempre lavora negli Stati Uniti e insegna alla George Washington University School of Business, in un’intervista per la presentazione degli eventi di quest’anno dedicati al mese dell’Educazione finanziaria.

La Prof.ssa Lusardi presiede il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, che dal 2018 promuove ottobre come mese dedicato all’educazione finanziaria, impegnandosi in numerose iniziative per accrescere le conoscenze di base sui temi assicurativi, previdenziali e di gestione e programmazione delle risorse finanziarie personali e familiari.

A riguardo, la domanda che ci si potrebbe porre (forse un po’ ingenuamente) è: “Ma è veramente necessario avere un’iniziativa simile in Italia? Ne abbiamo veramente bisogno?”

Ebbene, la risposta è totalmente e urgentemente affermativa.

La dichiarazione della prof.ssa Lusardi sintetizza perfettamente quanto sia rilevante la tematica, soprattutto nel contesto italiano, dove i dati in materia descrivono un panorama tutt’altro che rassicurante.

L’indagine Banca d’Italia – Eurosistema del 2020 conferma il grave ritardo di alfabetizzazione finanziaria degli Italiani. Siamo al penultimo posto tra i Paesi OCSE, con solo il 37% degli adulti con competenze adeguate in materia di inflazione, diversificazione e rendimenti composti. E, ancora più preoccupante, è quanto il divario sia più accentuato tra giovani, donne ed anziani, le fasce economicamente più fragili.

Dunque, tornando al punto: è assolutamente necessario e urgente avere iniziative, progetti e programmi rivolti a ogni fascia d’età, partendo proprio dai linguaggi, tipicamente social, dei giovanissimi, attraverso i quali poter fare educazione finanziaria.

Un ulteriore concetto, spesso frainteso, merita di essere sottolineato: investire sulla propria cultura finanziaria non significa necessariamente diplomarsi in ragioneria o laurearsi in economia, piuttosto acquisire consapevolezza di quegli aspetti base che regolano la finanza e l’economia. Perché, anche e soprattutto questa conoscenza va ad influire sulla crescita economica di un Paese.

Non a caso l’educazione finanziaria è tra i temi del programma d’azione dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile che nasce con l’obiettivo di promuovere una crescita economia duratura, inclusiva e sostenibile e vede, nella consapevolezza, una chiave irrinunciabile per la buona riuscita del programma.

Il tema scelto per #OttobreEduFin2021 è stato: “Prenditi cura del tuo futuro”, per valorizzare il legame tra quello che si semina oggi e quello che si raccoglierà domani.

L’obiettivo: guardare avanti, oltre la pandemia da Covid-19, dedicando il giusto tempo e i giusti luoghi ad acquisire competenze di base in ambito economico e finanziario.

Queste competenze rappresentano il fondamento di quella cultura finanziaria per tutti capace di generare una diffusa consapevolezza, consapevolezza che è la prima, indispensabile forma di autonomia e protezione.