Maurizio Primanni, CEO del Gruppo Excellence, ha preso parte all’evento “Il valore dell’assicurazione” che è stato organizzato da Wall Street Italia e che si è tenuto a Milano giovedì 26 novembre. Visibile interamente nel video sovrastante a partire dalla seconda ora (02:14 minuti circa), l’intervento di Primanni si è focalizzato sul caso Eurovita.

Interrogato in merito al dissesto di Eurovita e a una possibile correlazione con i non entusiasmanti dati della raccolta della prima parte dell’anno per il mondo assicurativo, Primanni ha spiegato:
“Quest’anno si è caratterizzato proprio per un incremento importante del fenomeno dei riscatti e a questo ha fatto da contraltare anche una difficoltà nella raccolta dei prodotti assicurativi vita, difficoltà che credo sia stata in parte anche condizionata al caso Eurovita che ha avuto comunque una certa visibilità. Inoltre, l’impatto sulle reti coinvolte nella vicenda ha contribuito a tirare un po’ il freno a mano su questi prodotti, e bisogna anche considerare che comunque ci sono stati anche dei ragionamenti di opportunità dei clienti che magari hanno confrontato il prodotto assicurativo con l’alternativa valida del titolo di stato.”

Parlando, poi, dei motivi che hanno portato al dissesto di Eurovita, Primanni ha detto:
“Innanzitutto, bisogna qualificare Eurovita: stiamo parlando della sedicesima compagnia italiana per riserve per riserve tecniche quindi circa 16 miliardi di riserve vita e di fatto una compagnia che aveva un patrimonio distribuito tra prodotti di ramo primo, quindi tradizionali, e prodotti di ramo terzo, ovvero quelli che vanno a investire poi in fondi di investimento. E qui il problema è stato fondamentalmente l’impatto dell’incremento dei tassi su una compagnia non grandissima, piuttosto esposta sul ramo primo, che ha generato la necessità di una ricapitalizzazione e da lì…”

In relazione a similitudini con il mondo bancario, per esempio il caso Silicon Valley Bank negli Stati Uniti, Primanni ha spiegato:
“Diciamo che la variazione delle condizioni macroeconomiche determina la necessità di ricapitalizzare. A quel punto, nel caso specifico di Eurovita, si è creata in generale questa situazione probabilmente anche dovuta al fatto che Eurovita non era legata a un gruppo finanziario”.

Interrogato, inoltre, sulla notizia che annuncia che il governo vuole lanciare un fondo per le assicurazioni da cinque miliardi cui dovrebbero partecipare un po’ a tutte le compagnie, e sulla possibilità che questo provvedimento potrebbe essere una soluzione per evitare nuovi casi Eurovita, Primanni ha aggiunto:

“Questa è sicuramente una soluzione di cui si parlava da tempo e io la reputo assolutamente saggia perché equipara la garanzia che oggi già esiste in Italia sui depositi a una garanzia che viene data anche sui prodotti assicurativi vita che, come abbiamo già detto, sono di fatto sullo stesso mercato. Sono competitor uno dell’altro e, quindi, come adesso i clienti hanno una garanzia fino a 100.000 € sui depositi, domani avranno una garanzia fino a 100.000 € sui prodotti assicurativi vita che hanno sottoscritto”.