di Carlo Liotti e Davide Oliveri, rispettivamente Partner e Associate Manager in Excellence Payments
“OK, I give up. Klarna and me will embrace crypto. More to Come!” (Sebastian Siemiatkowski,
Klarna CEO).
Questo tweet recente del co-founder della società leader nell’offerta di servizi di pagamento è stato
pubblicato a poche settimane dal lancio di una sua IPO sul mercato USA. “Abbiamo dovuto ripensare la
nostra strategia per rispondere all’evoluzione delle esigenze dei consumatori e per abbracciare
l’innovazione tecnologica che le criptovalute rappresentano.” Un’affermazione impensabile fino a
qualche mese fa, che ben sintetizza il modo in cui i principali attori del mercato dei pagamenti
percepiscono e si adattano alla diffusione delle criptovalute. È evidente come sia urgente per le aziende
di pagamento tradizionali, in un mercato che ha subito cambiamenti significativi negli ultimi decenni,
considerare il valore che criptovalute come Bitcoin ed Ethereum hanno introdotto, offrendo transazioni
decentralizzate e trasparenti che sfidano i meccanismi tradizionali.
Nel dibattito relativo alla possibilità di considerare le criptovalute non solo come una nuova asset class
connotata da una “naturale” volatilità, la risposta è stata forse troppo debole e generica. Si sarebbe
dovuto discutere, più approfonditamente, sulle funzionalità che le infrastrutture per la gestione delle
criptovalute mettono a disposizione del sistema dei pagamenti, considerando che i grandi player del
mercato e alcune istituzioni all’avanguardia avevano già avviato una roadmap per lo sviluppo di un’offerta di valute digitali (in particolare di “stablecoin”), per fornire una prima risposta al tema dell’erraticità dei corsi.
Contestualmente il dibattito e la sperimentazione di nuove valute digitali che operino sotto l’egida ed il controllo delle banche centrali ha sempre più peso piede.
CBDC, aumentare la fiducia verso le valute digitali
Oltre il 90% delle banche centrali sta portando avanti o prendendo in considerazione progetti di valuta
digitale della banca centrale (CBDC), e più di 30 hanno avviato progetti pilota. In Europa ormai c’è
concordia nel considerare l’Euro digitale come un progetto di modernizzazione dei pagamenti, pensato
per semplificare le transazioni quotidiane e garantire una maggiore inclusione finanziaria. Alle valute
digitali si attribuiscono una serie di benefici per la gran parte dei diversi soggetti coinvolti: per i
consumatori: strumento semplice e inclusivo, con identità digitale unica (Digital Euro Account Number – DEAN);
per le imprese: accesso immediato ai fondi, costi di transazione ridotti, modalità offline per
pagamenti rapidi; per gli intermediari finanziari: maggiore competitività, servizi innovativi su scala
paneuropea.
Contestualmente, l’introduzione di valute statutarie digitali consente di fornire un quadro
regolamentare più chiaro, aumentare la fiducia degli utenti grazie al backing istituzionale e facilitare
l’integrazione tra sistemi tradizionali e innovazione digitale.
Istituzioni ed operatori convergono nell’identificare i principali vantaggi:
- La trasparenza, garantita dalla tecnologia blockchain
- La potenziale riduzione dei costi di transazione ¹
- La maggiore velocità nei trasferimenti internazionali ²
- La possibilità di automazione attraverso smart contract
(1) I trasferimenti bancari internazionali comportano multiple commissioni: fee di trasferimento (fino a $25);
commissioni aggiuntive fino al 7%,commissioni sui tassi di cambio ,costi per ogni intermediario coinvolto. Tutto ciò ha generato nel 2019 più di $220MLD di ricavi per il sistema bancario nel mondo.
(2) Le transazioni Bitcoin richiedonomin media 10 minuti per essere finalizzate, contro i 3 giorni delle transazioni bancarie tradizionali
Se ci spostiamo su un altro punto di osservazione, quello delle sfide che pone lo sviluppo di un’offerta di valuta digitale, vale la pena ricordare la sintesi che ne fece Pietro Cipollone (in veste di Vice Governatore della BoI) in occasione della conferenza “Central Bank Digital Currencies: Threat or Opportunity ? (London School of Economics) laddove evidenziava quatto ambiti su cui concentrarsi :
Economico
- Trovare il giusto tasso di adozione (troppo alto potrebbe minacciare la stabilità finanziaria)
- Progettare la CBDC come mezzo di pagamento, non come riserva di valore
- Limitare la disintermediazione bancaria tramite limiti di importo e remunerazione penalizzante
Giuridico
- Trovare la base giuridica per l’emissione di un euro digitale
- Valutare lo status di corso legale
- Armonizzare con il quadro legislativo esistente (direttive sui servizi di pagamento, antiriciclaggio)
Tecnologico
- Valutare tecnologie come la blockchain
- Decisioni su proprietà, rappresentazione del denaro, governance e accesso
- Sicurezza informatica con particolare attenzione alla superficie di attacco estesa
- Bilanciamento tra programmabilità e sicurezza
Organizzativo
- Adattare l’organizzazione delle banche centrali
- Coordinare la gestione del contante e dell’euro digitale
- Acquisire competenze IT specialistiche
- Governare un sistema sovranazionale nell’Eurosistema
In sintesi: una volta chiarito l’ambito di sovrapposizione tra il mondo delle criptovalute e quello dei
pagamenti, isolati gli elementi che non attribuiscono valore ma anzi ne limitano l’adozione (erraticità
dei corsi) anche quando si provveda una sorta di garanzia dell’emittente (stable coin), sul tavolo
rimangono gran parte degli “asset” proprio in seno al mercato delle criptovalute hanno visto elaborare nuove funzionalità e determinare la necessità di un ambito regolamentare più ampio.
Un quadro regolamentare sempre più ricco
Il panorama dei pagamenti sta vivendo una trasformazione epocale e L’Italia sta vivendo questa
trasformazione in prima linea. In soli quattro anni, dal 2019 al 2023, il numero di transazioni digitali per
persona è più che triplicato, passando da 61 a 186. Un cambiamento che racconta una storia di
adattamento culturale prima ancora che tecnologico. I pagamenti contactless, una volta visti con
scetticismo, sono diventati la norma, raddoppiando il loro volume fino a raggiungere 186 miliardi di
euro. Questa evoluzione sta accelerando grazie all’introduzione di nuovi framework normativi e alla
risposta strategica dei principali player di mercato. L’introduzione del complesso regolamentare
raccolto – in gran parte – su MiCA e DORA rappresenta un momento di svolta fondamentale per il
settore. MiCA ha rivoluzionato i tempi di accesso al mercato per i fornitori di servizi crypto: quello che
prima richiedeva due anni ora si completa in sei- otto mesi ed ha catalizzato un aumento del 45% negli investimenti corporate nel settore crypto nell’ultimo anno.
DORA sta trasformando la sicurezza digitale da centro di costo a investimento strategico.
Le grandi istituzioni finanziarie stanno investendo in media 2.3 milioni di euro per l’adeguamento, ma il ritornosull’investimento è straordinario: 180% in tre anni, grazie alla drastica riduzione di incidenti e tempi di ripristino. La sintesi dell’impatto combinato di DORA e MiCA sullo sviluppo dell’innovazione nel mercato dei pagamenti può essere riassunta nella creazione di un framework di fiducia.
DORA: garantisce resilienza operativa, standardizza la gestione del rischio tecnologico, rafforza la cybersecurity
MiCA dal canto suo: regola l’emissione di crypto-asset, definisce requisiti per stablecoin; protegge gli
investitori. In sintesi, queste normative stanno creando le “autostrade regolamentari” necessarie per un’innovazione più veloce ma controllata nel settore dei pagamenti digitali, bilanciando protezione e sviluppo del mercato. (1)
Ma il vero impatto si misura nell’efficienza operativa.
La blockchain e le criptovalute stanno rivoluzionando settori che sembravano immutabili. Prendiamo il caso di Walmart: grazie alla blockchain, ha trasformato il processo di tracciabilità alimentare da un’operazione che richiedeva una settimana in una che si completa in pochi secondi. Questo non è solo un miglioramento tecnologico; significa cibo più sicuro, meno sprechi e una maggiore fiducia dei consumatori. Nel campo delle rimesse internazionali, la trasformazione è ancora più drammatica. Le soluzioni basate su criptovalute hanno ridotto i costi di trasferimento dal 6.4% allo 0.2% – un cambiamento che ha un impatto reale sulla vita di milioni di lavoratori che inviano denaro alle loro famiglie.
Circuiti di pagamento e la necessità di reinventarsi
I circuiti di pagamento tradizionali non sono rimasti a guardare. Visa ha lanciato la sua Universal Payment Channel, capace di processare 65.000 transazioni al secondo e di ridurre i costi di settlement del 96%. Mastercard ha creato un sandbox per valute digitali che ha già attratto oltre 100 banche centrali, riducendo drasticamente i tempi di implementazione da sei mesi a sei settimane. Su due aspetti fondamentali la società sta operando a seguito degli stimoli generati dalla continua affermazione sul mercato di soluzioni che originano nell’ambiente “cripto e blockchain”. In primo luogo, sta accelerando gli investimenti in infrastrutture sotto il cappello della “Multi-rail strategy”, sviluppando protocolli per instant payments, promuovendo l’integrazione con reti blockchain e migliorando drasticamente la propria capacità di processing.
Più rilevante è il cambiamento strategico che Mastercard sembra aver intrapreso a seguito del mutato scenario competitivo, che sta guidando l’evoluzione del business model da “scheme fees” a “value-added services driven”. Tre dati su tutto spiegano l’impegno che la compagnia sta adottando per guidare il cambiamento: i ricavi da servizi di analisi dati sono cresciuti del 124%, le soluzioni di cybersecurity generano il 15% dei ricavi, i servizi di consulenza sono aumentati dell’89%. I prossimi due anni saranno cruciali. Le aziende che sapranno navigare questo nuovo panorama potranno accedere a nuovi mercati con barriere all’ingresso ridotte, espandere la loro base clienti di un terzo e ridurre i costi operativi fino al 60%.
Ma il successo non sarà automatico. Richiederà un approccio bilanciato tra innovazione e compliance, con investimenti mirati per l’adeguamento normativo. Questi non sono semplici costi, ma investimenti nel futuro. La vera rivoluzione non è nella tecnologia o nella regolamentazione, ma nella convergenza di questi elementi in un nuovo paradigma dei pagamenti. Le aziende che avranno successo saranno quelle che sapranno vedere oltre i singoli cambiamenti, cogliendo le interconnessioni e le opportunità che emergono dalla loro combinazione.
Il futuro dei pagamenti è già qui e sta ridisegnando non solo come muoviamo il denaro, ma come concepiamo il valore stesso. Le aziende che sapranno interpretare questa trasformazione non come unobbligo ma come un’opportunità di innovazione saranno quelle che guideranno il mercato nei prossimi anni e potranno beneficiare di vantaggi competitivi significativi e duraturi.
So what?
Premesso che è sempre più chiara la distinzione tra criptovalute come forma di investimento e valute
digitali quale evoluzione delle valute statutarie, possiamo concordare che sia la tecnologia che l’evoluzione normativa insieme al presidio delle banche centrali su questi temi hanno creato le condizioni per agire e accelerare il cambiamento . Su questo punto va in qualche modo ricordato che i circuiti di pagamento hanno attivato da tempo tavoli di lavoro con gli Istituti e Banche con cui operano per raccogliere la “voce del cliente” e iniziare a progettare un offerta che trasferisca i vantaggi prima evidenziati a chi fa il mercato. Predisporre una nuova gamma di wallet digitali, evolvere la gamma di offerta dei prodotti per pagamenti B2B, aprire il mercato a nuove categorie di clienti, sviluppare forme di embedded payment, questi e molti altri sono i progetti che vorremmo vedere nell’agenda degli operatori del mercato dei pagamenti.
A loro spetta farsi carico dell’ultimo miglio di questa lunga maratona.
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(1) DORA (Digital Operational Resilience Act) / MiCA (Markets in Crypto-Assets).DORA si concentra sulla sicurezza operativa digitale delle istituzioni finanziarie – MiCA regola specificamente il mercato delle cripto-attività e i suoi operatori