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Containerizzazione: ottimizzare l’infrastruttura aziendale con Docker e Kubernetes

di Guido Pavesi, Junior Software Development in Excellence Innovation

All’interno di un settore tecnologico in costante evoluzione, le aziende si trovano ad affrontare la sfida di gestire un’infrastruttura sempre più complessa e onerosa di risorse, necessitando, di conseguenza, di soluzioni rivolte all’ammortizzazione dei costi sulla manutenzione e aggiornamento dei sistemi IT.

Tra questi strumenti spiccano Docker e Kubernetes, due sistemi software che sono riusciti ad affermarsi ampiamente nel corso dell’ultimo decennio nel panorama IT, introducendo il concetto di  “containerizzazione”.

Cosa sono esattamente e come può la loro implementazione aiutare il proprio business?

Gli strumenti essenziali

Docker è una piattaforma che permette di racchiudere le applicazioni, i servizi e i loro ambienti di esecuzione in unità distinte denominate “container”. Questi possono essere paragonabili a “pacchi” che contengono tutto il necessario per permettere alle applicazioni di funzionare correttamente. Con Docker è possibile, inoltre, mantenere separati i servizi applicativi offerti ai clienti, in modo da evitare possibili incompatibilità gli uni con gli altri.

Kubernetes, d’altra parte, si preoccupa della gestione a 360 gradi dei container. Progettato da Google, è in grado di automatizzare la distribuzione delle applicazioni tra sistemi di vario tipo. Se Docker è paragonabile ad un magazzino di contenitori, Kubernetes è lo spedizioniere che li distribuisce, monitorando costantemente il loro stato negli ambienti su cui vengono installati.

Vantaggi della containerizzazione

L’adozione dei container all’interno dell’organizzazione porta con sé molteplici benefici in termini di:

  • Efficienza e costi: i container sono leggeri e veloci, il che significa che le applicazioni possono essere distribuite e avviate al volo, minimizzando i costi sul supporto e la manutenzione. Le aziende quindi possono rispondere rapidamente alle esigenze del mercato e ridurre i tempi di inattività.
  • Scalabilità: Kubernetes consente di scalare le applicazioni in base alla domanda, garantendo che le risorse siano utilizzate in modo ottimale. Questo è particolarmente utile per le applicazioni che devono gestire picchi di traffico, come le piattaforme di e-commerce durante le festività.
  • Portabilità: con Docker, gli sviluppatori possono essere certi che la loro applicazione funzionerà esattamente nello stesso modo su qualsiasi piattaforma e sistema operativo.
  • Resilienza: il prodotto sarà sempre disponibile ai clienti. Se un’infrastruttura presenta problemi, Kubernetes sposterà il container su un ambiente funzionante per garantire continuità di servizio.
  • Flessibilità: il passaggio tra diversi provider di cloud o infrastrutture on-premise è semplificato e ciò si traduce in una riduzione della dipendenza da un singolo provider di servizi.
  • Automazione:  Kubernetes automatizza molte delle attività operative, riducendo il carico di lavoro per i team IT e permettendo loro di concentrarsi su attività più strategiche. Con Kubernetes, è possibile implementare il deployment e l’integrazione continui, migliorando l’efficienza, la qualità del codice prodotto e la quality of life del personale DevOps.

Società importanti come Pinterest, Reddit ed Airbnb sono riuscite ad evolvere le loro piattaforme grazie all’adozione di questo tipo di tecnologia, riuscendo a garantire sicurezza, affidabilità e continuità del servizio (fonte: devm.io – How Big Companies Are Using Kubernetes).

In particolare, Spotify, l’azienda leader dello streaming musicale, ha iniziato nel 2018 a migrare i propri servizi da Helios, un software ad uso interno per l’automazione dei container, verso Kubernetes, beneficiando del più ampio set di strumenti e della comunità di utilizzatori in crescita. Facendo così è stato possibile gestire più di 10 milioni di richieste al secondo per servizio offerto.

Adidas, l’azienda calzaturiera sportiva, sfrutta la containerizzazione con Kubernetes per dimezzare i tempi di caricamento del proprio e-commerce, permettendo inoltre al team di sviluppo di rilasciare funzionalità molto velocemente, da una volta ogni 4-6 settimane a 3-4 volte al giorno. (fonte: medium.com).

Le società di hosting e altri fornitori di soluzioni “Software as a Service” (SaaS) e “Platform as a Service” (PaaS) utilizzano sempre più Kubernetes come infrastruttura sottostante, mentre molte aziende si affidano ad alternative cloud come Google Cloud Platform o Amazon Web Services per gestire la fruizione dei servizi senza ricorrere a metodi self-hosted.

Best practices

Per riuscire a trarre il meglio dal modello basato su container, ecco alcuni utili suggerimenti in modo da facilitarne l’utilizzo in azienda e ottenere il massimo vantaggio:

  • Organizzazione in microservizi: ogni container si occuperà di erogare un unico servizio, indipendentemente dagli altri, ottimizzando l’hardware del sistema.
  • Implementazione degli Health Checks: attuare il monitoraggio dello stato dei container tramite gli strumenti integrati di Docker e Kubernetes.
  • Aggiornamento dei container: così facendo verrà migliorata la sicurezza del software.
  • Limitazione dei permessi: il container sarà quindi protetto da vulnerabilità e da accessi non autorizzati.

Conclusione

Abbiamo potuto osservare come il paradigma della containerizzazione offra la possibilità di sviluppare e distribuire software in modo più agile, riducendo i costi e migliorando l’efficienza operativa.

Infatti, gli strumenti sopracitati hanno acquisito popolarità tra i team di developer, che hanno potuto riscontrare un aumento del grado di soddisfazione in azienda.

Investire nella containerizzazione rappresenta quindi una mossa strategica per qualsiasi azienda  che desideri affrontare con sicurezza le sfide del futuro, mantenendo un vantaggio competitivo nel panorama IT moderno.

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Whistleblowing

L’Istituto del “Whistleblowing” è riconosciuto come strumento fondamentale nell’emersione di illeciti; per il suo efficace operare è pero cruciale assicurare una protezione adeguata ed equilibrata ai segnalanti. In tale ottica, al fine di garantire che i soggetti segnalanti siano meglio protetto da ritorsioni e conseguenze negative, e incoraggiare l’utilizzo dello strumento, in Italia è stato approvato il D.Lgs. n.24 del 10 marzo 2023 a recepimento della Direttiva (UE) 2019/1937 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni.

Il decreto persegue l’obiettivo di rafforzare la tutela giuridica delle persone che segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o europee, che ledono gli interessi e/o l’integrità dell’ente pubblico o privato di appartenenza, e di cui siano venute a conoscenza nello svolgimento dell’attività lavorativa.

Segnalazione

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