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La creatività dei team di design e le capacità dell’intelligenza artificiale: una partnership strategica

di Michele Gobbo, Designer in Excellence Innovation

L’intelligenza artificiale generativa sta ridefinendo il panorama del design contemporaneo. Contrariamente ai timori di sostituzione dei professionisti, l’AI si sta rivelando un potente alleato che amplifica le capacità creative dei designer e democratizza l’accesso all’innovazione all’interno delle organizzazioni.

L’evoluzione del processo di design nell’era dell’AI

Il design tradizionale segue spesso percorsi lineari e prevedibili, guidati dall’esperienza pregressa dei designer e dalle abitudini consolidate. L’integrazione dell’AI generativa permette di rompere questi schemi, introducendo un approccio più esplorativo e non convenzionale. I designer possono ora espandere rapidamente lo spazio delle possibilità, generando e valutando numerose alternative in una frazione del tempo precedentemente necessario.

Questo cambio di paradigma trasforma il processo di design da un’attività principalmente basata sull’intuizione ed esperienza individuale a un dialogo continuo tra l’intelligenza umana e quella artificiale. Il designer non è più solo l’esecutore di idee, ma diventa un curatore e un direttore che guida l’esplorazione creativa, selezionando e perfezionando le soluzioni più promettenti generate in collaborazione con l’AI.

Le fasi iniziali di ideazione beneficiano particolarmente di questa sinergia. L’AI può generare rapidamente variazioni su un tema, esplorare combinazioni inaspettate di elementi o proporre soluzioni che sfidano le convenzioni stabilite. Questo permette ai designer di scoprire opportunità di innovazione precedentemente inaccessibili e ottenere nuovi spunti non convenzionali.

Le nuove dinamiche nei team di design

L’introduzione dell’AI generativa nei team di design sta creando nuove dinamiche collaborative e ruoli professionali. Tradizionalmente, i team di design potevano essere limitati dalle gerarchie di competenze e dalla specializzazione tecnica. L’AI democratizza l’accesso alle capacità creative, permettendo anche ai membri meno esperti di contribuire significativamente al processo di ideazione.

I team di design stanno evolvendo verso strutture più fluide dove la capacità di dialogare efficacemente con l’AI diventa una competenza chiave. Emerge il ruolo del “designer-prompt”, il professionista che sa come formulare richieste efficaci all’AI per ottenere risultati di qualità e pertinenti, attualmente una competenza fondamentale per sfruttare appieno le funzionalità AI. Parallelamente, aumenta l’importanza del pensiero critico e della capacità di valutazione: saper scegliere tra molteplici opzioni diventa tanto cruciale quanto generarle.

La collaborazione all’interno dei team si trasforma: le sessioni di brainstorming tradizionali vengono potenziate dall’AI, che può fungere da mediatore neutrale tra diverse visioni creative, combinando e sintetizzando contributi apparentemente incompatibili. Questo riduce le frizioni interpersonali e valorizza la diversità di prospettive all’interno del team.

Un esempio concreto: in una sessione di design per un nuovo prodotto o una nuova funzionalità, invece di partire da un foglio bianco, il team può utilizzare l’AI per generare concetti preliminari basati su input diversi dei membri del team. Questo sposta la discussione dalla competizione di idee individuali alla valutazione collaborativa di possibilità già concrete, accelerando e migliorando il processo.

Benefici strategici per le aziende

L’adozione di un approccio al design potenziato dall’AI offre alle aziende vantaggi competitivi significativi e misurabili:

Accelerazione del time-to-market: Le fasi di ideazione e prototipazione possono essere drasticamente compresse. Ciò che richiede settimane di iterazioni può essere esplorato in giorni o addirittura ore, permettendo alle aziende di rispondere più rapidamente alle opportunità di mercato.

Espansione della proposta di valore: L’AI consente di esplorare soluzioni precedentemente inaccessibili, creando prodotti e servizi che si differenziano significativamente dalla concorrenza. Questo permette alle aziende di occupare nuove nicchie di mercato o di rinnovare soluzioni esistenti con approcci inediti.

Riduzione dei rischi di innovazione: L’AI permette di testare virtualmente un numero molto maggiore di alternative prima di impegnare risorse significative. I team possono identificare in anticipo potenziali problemi e rifinire le soluzioni, riducendo il potenziale rischio di nuovi progetti.

Democratizzazione dell’innovazione: L’AI abbatte le barriere all’ingresso nel processo creativo. Le aziende possono coinvolgere una gamma più ampia di stakeholder, che supportati da un processo creativo studiato, hanno la possibilità di esprimere idee e feedback che altrimenti sarebbero rimasti inespressi.

Attività di verifica compliance: L’intervento umano di esperti di compliance rimane cruciale, ma strumenti basati sull’AI possono potenziare e facilitare il loro lavoro di verifica della conformità, come quella dell’accessibilità, portando benefici significativi all’azienda in termini di efficienza, qualità del prodotto e inclusività.

Principi per un’integrazione efficace

Per massimizzare i benefici dell’AI nei processi di design, le aziende dovrebbero seguire alcuni principi fondamentali:

Approccio ibrido e complementare: L’AI deve essere integrata come partner del designer, non come sostituto. I risultati migliori emergono quando l’intuizione umana e le capacità computazionali dell’AI lavorano in sinergia, ciascuno compensando i limiti dell’altro.

Investimento nelle competenze: La formazione continua dei team di design è essenziale. I designer devono sviluppare nuove abilità di “prompt engineering” e interpretazione dei risultati dell’AI, oltre a rafforzare il pensiero critico, la capacità di valutazione e il giudizio etico.

Sperimentazione continua di nuovi strumenti: Il mercato delle tecnologie AI evolve rapidamente, con nuovi strumenti che emergono costantemente. Le organizzazioni devono incoraggiare e valorizzare l’esplorazione attiva di questi nuovi tool, dedicando risorse alla valutazione del loro potenziale impatto sui processi creativi esistenti.

Conclusione

L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il modo in cui il design viene concepito e realizzato all’interno delle organizzazioni. I team di design che abbracciano questa evoluzione possono migliorare il processo creativo in maniera sostanziale, dando alle loro aziende un vantaggio competitivo sostanziale.

La vera opportunità non sta semplicemente nell’adottare nuovi strumenti, ma nella sperimentazione continua, sull’apprendimento collettivo e sull’apertura a nuove metodologie di lavoro, che definiranno i prodotti e i servizi di domani.

Le organizzazioni che investiranno nell’innovazione avranno un vantaggio competitivo in un mercato sempre più guidato dall’innovazione e dall’esperienza utente.

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Whistleblowing

L’Istituto del “Whistleblowing” è riconosciuto come strumento fondamentale nell’emersione di illeciti; per il suo efficace operare è pero cruciale assicurare una protezione adeguata ed equilibrata ai segnalanti. In tale ottica, al fine di garantire che i soggetti segnalanti siano meglio protetto da ritorsioni e conseguenze negative, e incoraggiare l’utilizzo dello strumento, in Italia è stato approvato il D.Lgs. n.24 del 10 marzo 2023 a recepimento della Direttiva (UE) 2019/1937 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni.

Il decreto persegue l’obiettivo di rafforzare la tutela giuridica delle persone che segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o europee, che ledono gli interessi e/o l’integrità dell’ente pubblico o privato di appartenenza, e di cui siano venute a conoscenza nello svolgimento dell’attività lavorativa.

Segnalazione

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