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Accelerare il business puntando sulle risorse umane

di Giovanni Frangi, Senior Manager di Excellence Education

Uno dei temi ricorrenti nell’ampio spettro delle notizie che ogni giorno riceviamo, è legato agli aspetti della ripartenza del sistema economico in questa fase di uscita da una pandemia che ha condizionato in modo globale il mondo del business, oltre che quello della vita di milioni di persone.

Sentiamo parlare troppo spesso di grandi piani strutturali che ridisegnino dalle fondamenta gli schemi economici, senza tuttavia soffermarsi sull’ingrediente principale di questo processo di riaggiustamento: le risorse umane.

In un mondo sempre più globalizzato è evidente che qualche elemento strutturale debba essere ritoccato per far ripartire il sistema economico, ma nessuno di questi interventi avrà realmente impatto se non tenendo in primaria considerazione gli attori principali del sistema: i lavoratori e le lavoratrici.

Il vero booster dell’economia mondiale risiede nella capacità di dare nuovo slancio alle aziende partendo dall’apporto di chi le vive e partecipa quotidianamente, è impensabile progettare una ripresa economica senza partire dall’investimento sulle persone.

Ma come rivoluzionare l’economia attraverso le risorse umane?

La risposta non è sicuramente banale e richiede un approfondimento ontologico.

Se analizziamo le grandi crisi del passato, magari determinate da conflitti bellici, non può non colpirci l’apporto fondamentale che ogni donna e ogni uomo ha dato alla ripresa. Purtroppo, le mutate condizioni sociali e le evoluzioni tecnologiche che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni non danno più la possibilità di attendersi una svolta basata solo sulla buona volontà, sull’abnegazione al lavoro o sull’impegno personale inteso come desiderio di far crescere il bene comune.

Oggi la sfida che ci attende ha una portata decisamente superiore e deve, senza possibilità di smentita, passare attraverso un’evoluzione e una crescita delle competenze che non può essere sostenuta soltanto dall’essere cittadini responsabili e coscienti.

Nell’attuale congiuntura occorre che nuove variabili vengano considerate per le risorse umane, non solo in termini di apporto alla ripresa e all’evoluzione dei sistemi economici, ma, soprattutto, a livello di creatività e trasformazione del pensiero per dare, attraverso una nuova visione, nuove prospettive di sviluppo.

Diventa dunque fondamentale costruire una cultura del cambiamento dove le persone sentano naturalmente il desiderio di apprendere nuove competenze e sperimentarle nelle proprie realtà produttive.

In questo modo saranno le risorse umane a diventare i veri acceleratori del business, che sapranno guidarci attraverso una ripresa economica per nulla irraggiungibile.

Come realizzare tutto questo?

Sicuramente mettendo in campo nuove metodologie formative, al passo coi tempi e con le esigenze degli utenti, dove i contenuti siano veicolati attraverso la comunicazione digitale, il microlearning, l’edugaming o sistemi che stimolino la creatività facendo vivere una esperienza diversa e coinvolgente.

Se nel primo decennio del terzo millennio l’esigenza è stata quella di dare formazione “urbi e orbi”, oggi occorre puntare su una personalizzazione dei contenuti attraverso il profiling e la analisi delle esigenze e dei desiderata dei discenti, affiancata da una continua attività di coaching che supporti e accresca i risultati.

In questo modo assisteremo ad un reale cambiamento del valore della persona che crescerà attraverso una sistema “Montessori” del terzo millennio consapevolmente immersa nel proprio percorso evolutivo.

In questo modo le risorse umane saranno il vero acceleratore della ripresa economica post pandemica.

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